Casalgrande Ceramic CLOUD

Casalgrande Ceramic CLOUD

Il progetto “Casalgrande Ceramic Cloud”, rientra fra le iniziative studiate da Casalgrande Padana per celebrare i 50 anni di storia. Si tratta di un intervento tra architettura e land art progettato da Kengo Kuma e realizzato da Casalgrande Padana, grazie a un accordo di programma sottoscritto con il comune di Casalgrande.

Inserito in un’area di oltre 2800 metri quadrati destinati a verde pubblico, l’intervento è collocato sulla nuova Strada Pedemontana all’altezza del sito produttivo dell’azienda stessa e, attraverso uno spettacolare landmark, si propone come “Porta d’accesso est” al distretto ceramico emiliano.

L’opera si configura come un’inconsueta struttura tridimensionale che sperimenta innovativi utilizzi applicativi dei componenti ceramici di ultima generazione. Interamente realizzata con speciali lastre di grandi dimensioni in grès porcellanato fissate meccanicamente a un’intelaiatura metallica appositamente concepita, la costruzione si sviluppa per oltre 40 metri per un’altezza di 7, definendo un oggetto architettonico di raffinata eleganza, destinato a identificare simbolicamente un territorio con una chiara vocazione produttiva e un forte legame con la cultura del progetto.

Spiega il progettista: “Casalgrande Padana, produttore di ceramiche noto in tutto il mondo, ha chiesto al nostro studio professionale di realizzare un’opera monumentale destinata alla rotonda stradale posta all’ingresso principale dello stabilimento dell’azienda.

Convinti dell’assoluta importanza del nostro committente, abbiamo accolto la sfida pensando di trasformare la piastrella ceramica in un elemento architettonico fondamentale, evitando quindi il convenzionale utilizzo come elemento di rivestimento. Dopo la fase di sviluppo dei dettagli tecnici relativi alla disposizione e collegamento degli elementi ceramici standard dell’azienda, lavorando a stretto contatto con il team di Casalgrande Padana, abbiamo compreso come disporli e organizzarli creando strutture inconsuete. Questa struttura singolare ha consentito di evitare la costruzione di un’opera che occupi semplicemente una porzione dello spazio circostante; volevamo che la realizzazione facesse parte integrante del luogo, abbiamo quindi deciso di costruire un dispositivo che divide in due lo spazio, rendendolo speciale e connotandolo con una doppia personalità, un risultato ben diverso dalle consuete rotonde. Il nostro approccio antimonumentale si è spinto sino ad allineare la direzione della parete ceramica alla strada che vi conduce, facendo sì che l’opera sembri quasi dissolversi: avvicinandosi con l’automobile si percepisce la rotonda divisa da una linea verticale; solo volgendo intorno ad essa, assecondando il movimento della vettura, la parete prende forma sino ad apparire nei suoi 45 metri di lunghezza.

Nelle nostre architetture prendiamo ispirazione spesso dai principi di antidimensione e antivolume, ma per un progetto e per un sito così particolari – raggiungibile solo in automobile – abbiamo voluto sperimentare il rapporto di questi concetti con i principi dinamici di tempo, movimento e percezione sequenziale. Osservando la parete innalzarsi durante i mesi di costruzione abbiamo compreso con quanto dinamismo la trasparenza della sua struttura e la diafana rifrazione del grès porcellanato bianco interagiscano con l’ambiente circostante e con gli elementi climatici. Questo comportamento dinamico ci è sembrato seguire un approccio sinuoso, impalpabile e in continuo divenire, come le nuvole: motivo per cui abbiamo scelto il nome di Casalgrande Ceramic Cloud”.

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