La chiesa di San Giuseppe Artigiano a Montebeni

La chiesa di San Giuseppe Artigiano a Montebeni

Relatore: Arch. Prof. Silvio Van Riel
Correlatore/i: Arch. Bruno Pacciani, Arch. Prof. Stefania Vitti
Laureando/i: Ornella Mariano
Anno accademico: 2011-2012

Abstract

Ipotesi di restauro e riabilitazione strutturale

Credit: https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giuseppe_Artigiano_(Montebeni)

Conservare il contemporaneo.

Le finalità di questo lavoro sono connaturate con la particolare scelta del tema, che offre la duplice possibilità di essere indagato sia come esempio di quella tipologia di edifici ad uso pubblico, realizzati in assenza di una specifica normativa per le costruzioni in zona sismica, che come caso-studio relativo alle problematiche peculiari degli interventi su monumenti del Novecento. La necessaria valutazione della sicurezza ai sensi delle nuove norme tecniche – diventate ancora più stringenti per quanto riguarda il costruito esistente – si compenetra con la definizione della pratica manutentiva, che assume un ruolo decisivo alla luce della condizione necessaria al vincolo di tutela. Il carattere di precarietà legato ad un materiale fragile come il calcestruzzo armato, a torto considerato eterno agli inizi del secolo scorso, pone l’accento sul tema della durabilità in relazione al limite dei 50 anni, fissato per dare tempo al giudizio critico di sedimentarsi. Questa dualità di intenti è confluita in un unico percorso metodologico, attribuendo fondamentale importanza alla fase conoscitiva ed alla definizione del modello strutturale, finalizzati alla pianificazione di un intervento rispettoso dell’unicità dell’opera e della sua effettiva consistenza materica.

Preserve the contemporary.

The purpose of this study is connatural with the particular choice of the theme, which offers the added option of being investigated both as an example of public buildings made without specific regulations for construction in seismic areas, and as case-study on the specific issues interventions on twentieth century monuments. The necessary safety evaluation according to the new technical standards – that have become more severe regarding the existing buildings – goes with the definition of maintenance practice, which plays a decisive role in defining the necessary conditions for the protection bond. The character of precariousness related to a fragile material such as concrete, wrongly considered eternal at the beginning of the last century, focuses on the durability issue in relation to the limit of 50 years, set to give time to the sedimentation of critical judgment. This duality of purpose is merged into a single methodological approach, giving utmost importance to the cognitive phase and the structural model definition, aimed at planning of an intervention that respects the building uniqueness and its actual material consistency.