Prog,res

Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid. Definizione delle prestazioni strutturali del fabbricato

Relatore:Prof. Arch. Silvio Van Riel, Prof. Marco Tanganelli
Correlatore:Arch. Francesco Pisani, Arch. Susana Mora Alonso-Muñoyerro
Laureando:Francesca Paparo
A.A.:2015/2016

Abstract

Il presente lavoro ha come oggetto la definizione delle prestazioni strutturali dell’edificio sede della Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid sulla base delle nuove Norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008 del Ministero delle infrastrutture che riunisce, in forma di testo unico, tutte le norme prima distribuite in diversi decreti ministeriali e nel quale sono definiti i “principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilità, anche in caso di incendio e di durabilità” e che “ forniscono quindi i criteri generali di sicurezza, precisano le azioni che devono essere utilizzate nel progetto, definiscono le caratteristiche dei materiali e dei prodotti e, più in generale, trattano gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale delle opere”.
L’edificio, inaugurato nel 1936, si inserisce nel complesso di un imponente intervento di progettazione e realizzazione di uno spazio innovativo e di avanguardia che si prefiggeva di innescare, a livello anche internazionale, un processo di trasformazione, non solo architettonica ma anche culturale, in grado di consegnare all’università contemporanea un’eredità senza paragoni: la Ciudad Universitaria. L’ idea ispriratrice dell’intervento (che si colloca nel contesto della modernizzazione economica e culturale del paese e della società, avviato già dal 1902, di cui il Re Alfonso XIII fu il vero artefice) fu quella di realizzare a Madrid un’università-modello, che fosse il simbolo di tale evoluzione.
Le carenze del contesto universitario e architettonico della capitale e le volontà e necessità di un rinnovamento, portarono alla scelta di destinare 320 ettari di terreni (situati a nord ovest della città, appena fuori dal centro urbano) alla realizzazione di una vera e propria città universitaria, che fosse in grado di adattare alla cultura madrilena l’esperienza urbanistica nord-americana dei campus, mantenendo una funzionale relazione di interdipendenza con la vicina capitale.
Per la realizzazione dell’ambizioso progetto fu costituito un organismo autonomo all’interno dell’amministrazione statale, presieduto dal Re in persona, e la direzione dell’intera opera fu affidata all’architetto Modesto López Otero, di cui fu fondamentale la disponibilità, nonostante la sua formazione di stampo classicista, a lasciare spazio ad un gruppo emergente di architetti che rappresentava la nuova scuola progressista (la c.d. “generazione del 25”) e ad affidare il progetto all’avanguardia del razionalismo europeo.
La progettazione della Ciudad Universitaria avvenne in un periodo di transito tra la tradizione e la modernità e, in molti degli edifici che ne fanno parte, risulta oggi evidente il contrasto tra avanguardia e accademismo, sintetizzato nel rapporto tra pianta e prospetto.
Tra tanti, fu proprio l’edificio della Scuola di Architettura quello scelto per rappresentare nel suo disegno, per mano dell’architetto Pascual Bravo Sanfeliù, quei tratti di modernità, espressi chiaramente nel progetto della pianta e che si andavano perdendo nei prospetti.
La progettazione della struttura degli edifici della C.U. fu commissionata quasi interamente all’ingegnere Eduardo Torroja Miret, uno dei pionieri del sistema costruttivo in calcestruzzo armato nella Spagna del periodo, già responsabile della realizzazione delle infrastrutture e degli impianti
sportivi previsti nell’intervento.
Il contributo dei tre protagonisti della progettazione produsse l’edificio inaugurato nel giugno 1936, di cui la versione originale ebbe pochi mesi di vita e che si presenta oggi mantenendone le caratteristiche ma modificato nell’aspetto, per nascondere i segni di una Guerra civile che vide la Ciudad Universitaria trasformarsi da luogo di cultura a campo di battaglia. Nel capitolo 8 delle NTC, relativo alle costruzioni esistenti, “è stato seguito un approccio prestazionale, con l’adozione di poche regole di carattere generale e alcune indicazioni importanti per la correttezza delle diverse fasi di analisi, progettazione, esecuzione”. 

Al fine di effettuare la valutazione delle prestazioni strutturali del fabbricato, è stato messo in atto il processo metodologico del “percorso conoscitivo” stabilito nel punto 8.5 delle nuove Norme tecniche, che indica le procedure per la valutazione della sicurezza e la redazione dei progetti relativamente
alle costruzioni esistenti, prevedendo le seguenti fasi:
• l’analisi storico-documentale, al fine di reperire una documentazione sufficientemente completa sulla storia edificatoria del manufatto, per ricostruire ed interpretare le diverse fasi edilizie;
• un accurato rilievo geometrico-architettonico, che consenta individuare le componenti spaziali, volumetriche e distributive dell’edificio, con l’analisi dei materiali e del loro degrado;
• il rilievo della geometria strutturale, al fine di ricostruire la struttura dal punto di vista morfologico e di individuarne i meccanismi resistenti, con l’analisi di nodi e collegamenti, in pianta e in elevato ed il rilievo dello stato fessurativo con diagnosi dei dissesti;
• la caratterizzazione meccanica dei materiali desunta dall’analisi delle norme dell’epoca della costruzione e dal risultato delle prove sui materiali effettuate in situ o in laboratorio;
• la definizione del livello di conoscenza e del relativo fattore di confidenza, sulla base delle indagini precedentemente descritte;
• la definizione del modello strutturale, dal punto di vista fisico-matematico e geometrico e dell’analisi dei carichi, che descriva il comportamento reale della struttura in base alla conoscenza raggiunta, sul quale effettuare le verifiche statiche;
• infine, l’eventuale progettazione di interventi migliorativi in base all’analisi delle criticità riscontrate nella fase di interpretazione dei risultati delle verifiche.

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