Prog,res

La Casa del Mutilato di Guerra a Lecce. Un progetto per la valorizzazione e la riabilitazione strutturale di un monumento dimenticato

Relatore:Prof. Silvio Van Riel (DIDA UNIFI)
Correlatore:Prof.ssa Maria Antonietta Aiello (UNISALENTO)
Laureando:Danilo Rosario Pastore
A.A.:2016/2017

Abstract

La Casa del Mutilato si trova a Lecce, in Puglia, ed ospita le sedi dell’Associazione Nazionale tra Mutilati ed Invalidi di Guerra (A.N.M.I.G.) e quella della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori (L.I.L.T.). Progettato e realizzato dall’ing. Giuseppe Mantovano, ed inaugurato il 28 ottobre del 1928 da Benito Mussolini, l’edificio sorge in una zona della città che fa da collegamento tra il tessuto antico del centro barocco ed i nuovi quartieri cresciuti a partire dai primi del novecento. La sua collocazione, al vertice di un tridente di strade che confluiscono in uno degli ingressi alla città antica, Porta San Biagio, gli conferisce un carattere altamente scenografico che male si coniuga con lo stato di degrado in cui versa. Il suo aspetto marcatamente classico e il suo impianto fortemente simmetrico fanno ravvisare un avvicinamento ideale al Monumento a Vittorio Emanuele II della Capitale, che a sua volta si rifà ai modelli dei grandi santuari dell’antichità romana. Al fine di effettuare una valutazione sulla sicurezza sismica dell’edificio, in accordo con le vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni del 14/01/2008, è stato messo in atto il “percorso della conoscenza”, iniziato da una ricerca storico-documentale che ha permesso di reperire il progetto architettonico originale ed una notevole quantità di informazioni storico-costruttive desunte da altri progetti e dalla letteratura specialistica coevi alla costruzione. Un accurato rilievo geometrico architettonico, con l’analisi del degrado dei materiali, ha fornito la base su cui programmare un’indagine più approfondita che portasse alla definizione del modello strutturale. A tale scopo sono stato coadiuvato dal Dipartimento di Tecnica delle Costruzioni dell’Università del Salento che ha offerto la possibilità di effettuare le verifiche estese in situ, la conseguente definizione dell’organismo resistente, le valutazioni sulla vulnerabilità sismica ed il supporto nelle verifiche locali da effettuare con l’analisi lineare. È emerso un quadro esaustivo sulle tecnologie costruttive utilizzate e si è giunti ad un “modello resistente” molto dettagliato che ha permesso di capire subito quali fossero le criticità e le eventuali vulnerabilità sismiche. Le verifiche locali lineari hanno interessato pannelli murari per i quali si sono ipotizzati dei meccanismi di ribaltamento fuori dal piano e di flessione orizzontale accentuati dall’accelerazione sismica. I risultati hanno indicato delle vulnerabilità per le quali sono stati proposti degli interventi locali finalizzati ad aumentare la sicurezza nell’edificio. Infine, è stato redatto un progetto di recupero di massima che prevede il mantenimento delle funzioni originali con l’obiettivo di implementare l’offerta di servizi sociali e culturali alla città. Un Museo della Memoria verrà allestito all’interno dell’edificio, nel settore attualmente in uso all’A.N.M.I.G., mentre, nella sede della L.I.L.T., verrà istituito il Registro dei Tumori. La terrazza, quale polo visivo in cui convergono molteplici scorci della città, verrà resa fruibile, rispettando tutte le norme in materia di abbattimento delle barriere architettoniche e sulla protezione dagli incendi. Inoltre, un sistema di pannelli fotovoltaici, integrati nel progetto come copertura di un vano scala che conterrà un ascensore oleodinamico, forniranno un approvvigionamento aggiuntivo di energia che contribuirà al risparmio energetico.

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