Ipotesi di riabilitazione architettonica e strutturale della scuola elementare “Capoluogo” di Chiaromonte

18 Febbraio 2021
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Il progetto in questione riguarda il recupero di un edificio scolastico costruito negli anni Sessanta nel comune montano di Chiaromonte, in Lucania. Si tratta di un intervento che riguarda un oggetto esistente di scala ridotta, che per prendere forma, nella mente prima e sulla carta poi, ha imposto riflessioni molto più ampie della semplice riprogettazione delle parti. Essendo l’intervento sull’esistente un insieme di relazioni complesse a più livelli, ho iniziato col tessere rapporti ideali tra le varie scale in cui il progetto si inserisce, ossia tra la città e il manufatto, definendone analogie e differenze. La città metabolizza la storia attraverso gli strati, con le demolizioni, le deviazioni, le riqualificazioni a volte inconsapevoli delle sue parti. Si evolve e si stabilizza attraversando le epoche, poi si evolve ancora. Essa di per sé costituisce una misura: diventa un metro di confronto per ogni oggetto con cui si relaziona, un metro di confronto saggio perché carico di evidenti contraddizioni. La sua capacità di mutare sui propri errori, senza per forza correggerli, ce la fa apparire misteriosa ma rispettabile. Al contrario un edificio, a maggior ragione se considerato di basso pregio architettonico, se il suo valore storico non è ancora riconosciuto, è come una città bambina, che non ha ancora avuto il tempo di diventare saggia: la sua demolizione è un atto così poco dispendioso che il suo margine di errore diviene nullo. Se sbagliato, un edificio, si butta giù per lasciare spazio ad uno nuovo.