Il modello tridimensionale delle vari fasi storico-costruttive di Palazzo Pitti

18 Febbraio 2021
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A seguito di una serie di ricerche sul palazzo di Luca Pitti, si è manifestata la necessità di ‘costruire’ un modello virtuale al computer dell’intera struttura, onde favorire il prosieguo delle attività di indagine sulla storia strutturale e formale dell’edificio nei secoli.

La modellazione solida tridimensionale dell’intera fabbrica registra le forme sia esterne che interne di ogni parte della  fabbrica, giungendo ad un livello di dettaglio tale da permettere non solo di riprodurre l’esistente, ma anche di rappresentare le differenti stratificazioni storiche della crescita ‘organica’ della struttura nei suoi cinque secoli e mezzo di vita, nonché di ricostruire quegli ambienti o quelle porzioni di edificio oggi non più esistenti a causa delle modificazioni avvenute nel tempo.

Inoltre, attraverso questo strumento elettronico, saranno resi visibili tutti quei progetti, poi non eseguiti, che se realizzati avrebbero modificato anche profondamente l’aspetto del Palazzo stesso (per tutti si pensi all’idea di Pietro da Cortona di rivestire l’intera facciata con una sovrapposizione di monumentali ordini architettonici: progetto mai attuato, ma di cui restano i disegni originali grazie ai quali si potrà ricostruire questa straordinaria invenzione per la Firenze barocca). In effetti l’edificio, residenza ufficiale dei sovrani fiorentini, vide sfilare nei propri appartamenti prima i Medici, poi i Lorena, poi i Borboni e i Francesi, infine, dopo la Restaurazione lorenese, i Savoia: e tutti lasciarono tracce del loro passaggio nella decorazione o ridecorazione di ambienti che, in buona parte, sono stati poi alterati da ulteriori, successive ristrutturazioni, ma di cui è rimasta documentazione pittorica e grafica (tale da permetterne le ricostruzioni, grazie al modello tridimensionale implementabile, delle differenti facies dei ‘diversi Pitti’ che si sono succeduti, da quello rinascimentale a quello barocco, a quello neoclassico, a quello eclettico, e così via).

Il modello non risponde unicamente a finalità di ricerca, ma può essere anche un ottimo strumento scientifico-didattico da mettere a disposizione di quanti, a vario titolo, operano all’interno del Palazzo (Soprintendenze ai Beni Artistici e Architettonici, Direzioni dei vari Musei quali la Galleria Palatina, il Museo degli Argenti, la Galleria d’Arte Moderna, e così via, o gli stessi operatori della didattica museale e monumentale): infatti, l’immagine tridimensionale del Palazzo potrà anche essere facilmente collegata a banche dati (di immagini e di testi) relative alle collezioni conservate ai vari piani dell’edificio, o agli archivi grafici e fotografici delle Soprintendenze alloggiati in locali della fabbrica stessa. Il modello permetterà, inoltre, sia la realizzazione di visite guidate ‘virtuali’ del complesso architettonico e artistico da effettuarsi in rete, secondo le più recenti tendenze della “realtà incentivata”; sia, in sede di valorizzazione del monumento, la ricollocazione di opere d’arte disperse o spostate, la simulazione di eventi storici avvenuti nell’edificio (si pensi agli spettacoli teatrali e musicali svoltisi nel “teatro” del cortile); sia, infine, la progettazione di allestimenti espositivi temporanei, la ridefinizione di allestimenti museali sperimentali, e quant’altro.

Un simile modello sarà, una volta sviluppato in tutta la sua complessità scientifica e tecnologica, un ‘dono’ che si rivolgerà non solo al mondo degli addetti ai lavori, permettendo un indubbio avanzamento delle conoscenze sul Palazzo, ma all’intera collettività (la città col suo territorio e i tanti visitatori dei monumenti fiorentini), proprio per l’uso duplice che di esso potrà essere fatto, sotto il controllo sia dell’Università che delle Soprintendenze.